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Comune, il caso dell’ufficio stampa tra spoils system e incongruenze

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La residenza municipale

La dottoressa Federica Grandis, scelta dal sindaco Filippo Mario Stirati e inserita nel suo staff anche come collocazione del posto di lavoro, ha diffuso ieri il primo comunicato stampa firmato come Responsabile Ufficio Stampa Comune di Gubbio. Si apre un giallo sulla configurazione del ruolo ritagliato dal sindaco nella scelta su base esclusivamente fiduciaria realizzata attraverso un avviso pubblico di partecipazione “mediante esame dei curricula e colloquio per un incarico a tempo pieno e determinato alle dipendenze del sindaco da assegnare all’ufficio relazioni esterne staff sindaco”. Nell’avviso e nel conferimento dell’incarico non si parla di responsabilità dell’ufficio stampa del Comune ma si evidenzia un incarico strettamente riferito alle dirette dipendenze del sindaco.

Lo stesso Stirati nell’annunciare, lunedì scorso, il conferimento dell’incarico ha fatto esplicito riferimento alle funzioni della nuova assunta: svolgere una attività propulsiva in tema di diffusione delle tecnologie informatiche per innovare le modalità di comunicazione e d’accesso ai servizi da parte dei cittadini; innovare la piattaforma della comunicazione del Comune di Gubbio al fine di rendere immediatamente fruibili ed accessibili le informazioni da parte degli utenti; potenziamento degli strumenti digitali per concretizzare una comunicazione più immediata tra utenti e Amministrazione anche in ordine agli stati di avanzamento dei procedimenti di interesse senza doversi recare fisicamente agli Sportelli; consentire, attraverso specifiche misure e strumenti, ai cittadini di monitorare l’attività della pubblica amministrazione assicurando il massimo della trasparenza, dell’imparzialità e della legalità delle procedure e dei procedimenti gestiti; predisposizione e coordinamento del nuovo Piano della Comunicazione; adozione di azioni specifiche finalizzate alla omogeneizzazione dei profili social del Comune di Gubbio”.

Non c’è traccia del ruolo di Responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Gubbio come invece evidenziato nel comunicato emesso dall’ente. Stirati nel conferimento dell’incarico spiega anche che la scelta “attraverso un’analisi di curricula e di colloqui, è scaturita da una valutazione del ragguardevole percorso formativo effettuato dalla dottoressa Grandis, dalle sue significative esperienze lavorative e professionali nel campo della comunicazione”. Anche in questo caso ci sono situazioni discusse perché tra i dodici candidati c’erano curricula che, specialmente in fatto di esperienza e percorsi professionali, risultavano largamente più completi, aggiungendo la considerazione che la valutazione di questi curricula, oltre che la formula del colloquio, dovrebbe configurarsi come attitudinale e non generica meramente formale, di norma sono in capo, per trasparenza e opportunità, a esperti del settore.

Stirati ha operato una scelta fiduciaria consentita dalle norme e viene fatto osservare da più parti, con possibilità di iniziative a vari livelli, come l’essere ricorso a un avviso pubblico, con l’attivazione di un impegnativo iter burocratico-tecnico-amministrativo coinvolgente dirigenti e personale del settore servizi strategici e alle persone, avrebbe dovuto richiedere una procedura concorsuale basata su titoli ed esami (il colloquio appunto) con la presenza di soggetti esterni esperti del settore. Altra cosa è invece la scelta personale basata su eventuali affinità politiche, coinvolgimenti di altra natura personale e istituzionale, ricorrendo appunto a una forma di spoils system che si presta alle più disparate considerazioni in un contesto come quello italiano e ancor più di una comunità ristretta.

L’Amministrazione Comunale ha deciso di sostituire una funzionaria dipendente pubblico con un’incaricata fiduciaria a tempo determinato, legato cioè alla durata in carica del sindaco e della consiliatura, in un Comune dove non si fanno più concorsi pubblici ormai da lunghi anni ricorrendo a nomine fiduciarie o attinte dalle liste di mobilità, senza dare la possibilità a quanti cercano una’occupazione di misurarsi con le procedure concorsuali rispondendo a percorsi per titoli ed esami gestiti da commissioni giudicanti.