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Il governo regala a sindaci e amministratori locali un aumento di stipendio: a Gubbio sarà del 45 per cento

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Palazzo Pretorio sede del Comune

C’è la pandemia? Risolvono tutto il vaccino e il super green pass mentre l’economia va a picco nel rapporto tra il debito che sale e gli aumenti di Pil solo di rimbalzo dopo aver toccato il fondo. Ma il governo Draghi, definito da taluni il governo dei migliori con riferimento al coinvolgimento di quasi tutti i partiti dell’arco costituzionalen che nel 2018 si sono presentati al corpo elettorale perlopiù gli uni contro gli altri (al di fuori delle alleanze), ha deciso di consegnare l’incremento delle indennità di funzione (stipendi di sindaci e amministratori locali) accogliendo una richiesta trasversale. In pratica erano d’accordo tutte o quasi le forze politiche. Evidentemente l’onda lunga anticasta dev’essersi fermata, specialmente sul fronte grillino dopo che il Movimento 5 Stelle è passato dal voler aprire la famosa scatoletta di tonno a entrarci dentro.

Il governo Draghi tra le novità della nuova legge di bilancio ha stanziato risorse anche per questo, con un considerevole aumento del compenso dei primi cittadini.

Gli aumenti scatteranno a partire dal 2022, con le indennità che saliranno in modo graduale fino a raggiungere, nel 2024, un importo parametrato a quanto percepiscono i presidenti delle Regioni, cioè 13.800 euro lordi al mese.

Ciascuno stipendio sarà commisurato al numero di abitanti e all’importanza (capoluogo di regione e, oppure, di provincia). Lo scatto in avanti sarà pieno (aumento del 100 per cento) per i sindaci delle città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria). Per le città capoluogo di Regione e di provincia con più di 100mila abitanti l’aumento sarà dell’80 per cento. Fino a 100mila abitanti sarà del 70 per cento.

Stipendio in crescita del 45 cento per i sindaci di Comuni non capoluogo inferiori ai 50mila abitanti (tra queste c’è Gubbio); del 30 per cento da 10.001 a 30mila; del 29 per cento da 5.001 a 10mila abitanti; del 22 per cento per i sindaci con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti; del 16 per cento per i sindaci dei Comuni più piccoli, con una popolazione che arriva sino a 3.000 abitanti.