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Fabbretti prova a rilanciare il Pd: “Ora il coraggio per ricostruire insieme un futuro migliore”

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Gianni Fabbretti (Pd)

L’architetto Gianni Fabbretti, membro dell’Unione Comunale di Gubbio del Partito Democratico, ha diffuso una nota dal titolo “Ora il coraggio per ricostruire insieme un futuro migliore”. Si tratta di un vero e proprio manifesto politico. “Verso un green new deal – spiega – per salvaguardare la salute delle persone, rilanciare l’economia e promuovere la coesione sociale. Nel dramma dell’epidemia dovuta al coronavirus c’è una attesa fuori dal tempo, una visione di futuro in sospensione! Si è passati dall’incredulità e rifiuto iniziali alla percezione e progressiva consapevolezza del reale impatto su una molteplicità di fattori sostanziali della nostra vita quotidiana. Dolore per le tante vittime e i loro familiari, per chi è ammalato, sostegno a chi ne vive la difficoltà economica, il disagio psicologico, ed immensa gratitudine a chi è impegnato in prima linea in questa lotta all’epidemia, sono situazioni, condizioni e sentimenti condivisi collettivamente. Salute, lavoro ed economia sono la grave emergenze di questo momento. Nella costrizione delle nuove regole di contenimento, ci stiamo rendendo altresì conto che la società che abbiamo contribuito a costruire sino ad ora ha una spiccata propensione alla frammentazione sociale e all’individualismo, una spiccata attitudine al consumismo che spesso diventa spreco, una pressione sugli ecosistemi ambientali di base ben oltre la loro sostenibilità. E tanto altro. In questa situazione stiamo gradualmente scoprendo e rielaborando anche la nostra fragilità, il fatto che ognuno di noi dipende dall’altro, che le cose indispensabili sono quelle necessarie, che ritmi di vita più lenti possono migliorare la nostra qualità della vita, che ce un mondo dell’associazioni e del volontariato che sta ri-generando solidarietà; abbiamo altresì avuto modo di scoprire che le tecnologiche di comunicazione di massa, anche se non in grado di sostituire il nostro vitale bisogno di socialità in termini di rapporti personali diretti, sono un valido aiuto, come in questo caso per combattere l’isolamento ad ogni livello e settore. Stiamo insomma prendendo timidamente coscienza che nella tragedia può essere contenuta la traccia necessaria per ricostruire un futuro migliore, rimettendo l’uomo e l’ambiente al centro, per preservare salute e sostenibilità ambientale, sociale ed economica; tendere verso un concetto di comunità solidale, equa e libera, capace di sostituire il noi all’io. Un new deal eco-sostenibile che potrebbe camminare principalmente su due gambe: la rivoluzione industriale e tecnologica legata alla green economy, e un cambiamento culturale verso una nuova idea di benessere e diversi stili di vita. Se quindi ora la priorità è mettere in campo tutti i dispositivi necessari per sostenere le persone e le imprese, e riavviare il lavoro in sicurezza prima che il tessuto sociale si strappi, diviene altrettanto importante avviare e sviluppare da subito anche una visione organica e realistica di futuro in termini di cambiamento, per riacquistare la forza e la speranza necessarie a superare questo periodo di transizione che sembra non finire mai. A questo proposito, benissimo lo spazio virtuale di relazione e confronto con gli stakeholder e con le associazioni dedicate locali, messo in campo dal Sindaco della nostra città su indicazione delle forze politiche di maggioranza; occorre proseguire su questo cammino allargando lo spettro di relazione, mettendo insieme tutte le migliori menti a disposizione, costruire un cantiere critico delle idee, fare una strategia a rete con gli altri territori, impegnando anche e soprattutto i partiti strutturati, come il Partito Democratico, per facilitare relazioni Istituzionali sovra-ordinate a tutti i livelli ed il coinvolgimento con la popolazione, perché il futuro è di tutti e deve essere per tutti. Nella tragedia dell’epidemia stiamo rimettendo in discussione i vecchi paradigmi postulati del passato e riscoprendo in un certo senso, emozioni e valori; dobbiamo uscirne insieme e rafforzati. Rimanere inermi rispetto alla possibilità di elaborare una nuova idea di futuro, migliore, significherebbe consegnare tutto a una sola questione tecnica, con il solo esito che tutto resti esattamente com’è”.