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Gubbio Host denuncia la crisi devastante: chiede un intervento sulle tasse e si schiera con l’assessore Oderisi Nello Fiorucci

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L’associazione Gubbio Host, che riunisce albergatori e ristoratori, prende posizione alla luce della sempre più devastante crisi economica legata al coronavirus trasformato da problema sanitario a dramma socio-economico. Gubbio Hosto chiede l’azzeramento delle tariffe di imposta soggiorno dovute dalle imprese turistiche per l’ultimo quadrimestre 2020 e l’annullamento o revisione della Tari e Imu.

Gubbio Host esprime preoccupazione e inquietudine per la situazione di crisi del settore turistico e per la ventilata uscita di scena dell’assessore comunale Nello Oderisi Fiorucci, che a quanto pare verrà escluso (salvando Simona Minelli nonostante le critiche da più parti) nel rimpasto della Giunta Stirati.

Nella nota “Turismo: non vogliamo rimanere soli! Urge un piano di salvataggio per le imprese turistiche di Gubbio” si analizza un  quadro drammatico dal 2020 pandemico parlando di “profonda inquietudine e preoccupazione per la sorte del settore nel nostro Comune. A oggi, come è ben noto a livello nazionale, non sono pervenute misure degne e congrue per sostenere il blocco operativo che le attività hanno dovuto subire a seguito delle misure anti Covid. Il bilancio del 2020 ha sicuramente segnato per le aziende un freno economico importante e profondo, impossibile da risanare. Il 2021 si apre con l’incertezza di un paese a pezzi, che in realtà dimensionate come le nostre accelera il possibile naufragio. A livello locale, la città sta attraversando una crisi economica che non ha precedenti e che inevitabilmente causerà la chiusura di molte realtà commerciali e non solo. La pausa estiva, in cui ci è stata concessa la possibilità di lavorare, non è stata sicuramente sufficiente per sopperire ai costi innumerevoli che abbiamo dovuto affrontare per tutto il 2020”.

Le prospettive vengono ritenute anche peggiori: “A oggi con un nuovo blocco che sta superando i 90 giorni di inattività, in una fase che per Gubbio ha da sempre rappresentato un periodo florido grazie all’importante programmazione di eventi e appuntamenti da calendario, ci troviamo a dover fare di nuovo i conti con gravose tasse nazionali e locali. La decisione di prorogare la chiusura dei confini regionali non permetterà a nessuna delle attività qui rappresentate di poter avere un minimo di sostentamento o di ripresa economica. Temiamo, infatti, che per tanti non sarà possibile non solo recuperare il gap con i mesi trascorsi ma neppure onorare tutto il carico fiscale: una impossibilità oggettiva e non certo dettata dal volere del singolo”.

C’è anche un passaggio tutto politico: “Per noi operatori del settore turistico, ricevere notizie di una possibile uscita di scena dell’assessore Oderisi Nello Fioruccisuscita perplessità e disorientamento. I progetti in cantiere e la preziosa collaborazione avuta negli anni con l’Assessore Fiorucci, non da ultimo le sue profonde capacità e conoscenze del settore, rappresenterebbero una risorsa importante per una ripartenza dopo questo lungo periodo di stallo. Crediamo fermamente che una città dalla indubbia vocazione turistico-culturale, come Gubbio, non può veder disperdere il patrimonio progettuale, di programmazione ma anche di fiducia, costruito in un cammino pluriennale caratterizzato da risultati significativi e sotto gli occhi di tutti. L’auspicio è che qualsiasi decisione venga assunta, sia orientata a tutelare gli interessi generali di una città a vocazione turistica, per la quale come associazione eleviamo questo appello, purtroppo isolato, ad una adeguata e opportuna riflessione”. 

L’intervento si chiude con le specifiche richieste su azzeramento della tassa soggiorno dovuto dalle imprese turistiche per il quadrimestre finale del 2020 e il ridimensionamento di Imu e Tari, con la disponibilità rinnovata per avere “un momento di confronto proficuo per condividere strategie e scelte nell’esclusivo interesse del futuro economico e turistico della nostra città”.