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L’alluvione a Cantiano ha fatto grossi danni alle Vetrerie Vallarelli. In gioco il futuro anche di famiglie eugubine

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Il capannone delle Vetrerie Vallarelli a Cantiano dopo l'alluvione

Non c’è soltanto la diocesi condivisa, perché Cantiano ha tantissimo di eugubino. Lo si vede anche in questi giorni dell’emergenza, dopo i gravi segni lasciati dalla violenta ondata di maltempo. Il legame è fortissimo, così si spiegano le tante iniziative da Gubbio per sostenere la voglia di reagire dei cantianesi con gruppi di persone impegnate ad aiutare tutti nel centro di duemila abitanti. Il maltempo ha lasciato il segno anche alle Vetrerie Vallarelli, con la sede amministrativa a Gubbio e quella produttiva a Cantiano su quattromila metri quadrati.

Ne parla il Messaggero Umbria nell’edizione di oggi, 29 settembre. L’azienda, attiva dal 1952 e oggi guidata dai fratelli Marcello e Carlo Vallarelli nel solco di una tradizione familiare, è specializzata nella lavorazione del vetro. Il capannone nella zona industriale è stato invaso dall’acqua e dal fango perché hanno ceduto gli argini di un attiguo corso d’acqua mettendo in ginocchio l’azienda che ha dovuto sospendere l’attività. Sono stati messi fuori uso i macchinari e la sede produttiva è finita paralizzata in una condizione pesantissima, senza prospettive immediate di ripresa. Sono fortemente preoccupate le venti famiglie, di cui cinque eugubine, che confidano anche nella sensibilizzazione generale, delle istituzioni marchigiane e da Gubbio dove le forme d’aiuto sono bene accette.

I fratelli Vallarelli portano avanti un percorso importante perché nel tempo l’espansione dell’attività sui mercati di arredamento, mobile e edilizia ha richiesto l’ampliamento dell’unità produttiva, adattandosi ai cambiamenti, unendo le lavorazioni tradizionali con le nuove tecnologie per rafforzare la produzione destinata anche ai mercati europei, del Nord America e Medio Oriente. Oggi la situazione è drammatica, cercando sostegno per rimboccarsi le maniche per riuscire a ripartire.