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Un altro manifesto degli ambientalisti danneggia la città. Ma Stirati e Tasso non vogliono rompere: gli servono i voti

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In un manifesto tutto ideologico, gli ambientalisti tornano ad attaccare le cementerie e mettono in discussione i controlli pubblici e pure quelli pagati dai cittadini con 173mila sottratti all’asfittico bilancio comunale dando l’ennesimo colpo durissimo all’immagine della città già attraversata da una crescente crisi economico-occupazionale, con ripercussioni negative sul turismo già condizionato dai drammatici problemi viari.

Il sindaco Filippo Stirati e il vicesindaco e assessore all’Ambiente Alessia Tasso intervengono in merito a questo manifesto a opera dei comitati ambientalisti cittadini titolato “Miracolo a Gubbio”. Da un lato c’è una critica, senza però fare cenno alle ripercussioni sull’immagine della città continuamente danneggiata dalle iniziative di matrice “talebana”, e dall’altro c’è il tendere la mano per coltivare l’elettorato della sinistra radicale, tanto da sferrare un attacco alla Regione, ora governata dal centrodestra, sulla storia dei documenti sanitari, fino a rivendicare meriti sul piano della politica ambientale senza citare tuttavia la discarica di Colognola e le discariche disseminate sul territorio oltre ai rifiuti spesso ammassati nel centro storico. Ci sono risvolti politico-elettorali nella replica, Stirati punta infatti ad andare in Regione e Tasso è la candidata a sindaco per la successione, con i LeD (Liberi e Democratici) a muovere i fili. Le altre forze di maggioranza – Scelgo Gubbio, Psi e Democratici per Gubbio – scelgono il silenzio, impegnate a riposizionarsi e a studiare le mosse per le elezioni del 2024.

“Non accettiamo la ricostruzione complottistica che viene fatta nel manifesto – dicono Stirati e Tasso -, tesa a screditare l’esito dello studio, la sua serietà e la sua elevata valenza scientifica. Anzitutto lo studio riguardava la qualità dell’aria in senso lato e non esclusivamente l’impatto dei cementifici, poi, l’attività di Barbetti e Colacem, nel periodo preso in esame, è stata ridotta ma certo non assente: dati ufficiali Arpa alla mano, infatti, la cementeria Barbetti ha lavorato per 183 giorni e Colacem per 165. Sapevamo bene – proseguono Stirati e Tasso – che nel periodo dello studio non sarebbe stato utilizzato come combustibile il CSS, è questa è la ragione per cui già da tempo abbiamo annunciato la volontà di proseguire con lo studio. Senza i rilievi di questo periodo non saremmo stati in grado di valutare l’effetto comparativo dato dall’introduzione del nuovo combustibile”. Sindaco e vicesindaco rivendicano “un lavoro all’insegna della trasparenza più totale, mentre lo stesso non si può dire per quanto concerne la parte sanitaria della Regione Umbria, che risulta ancora carente nonostante le numerose sollecitazioni che già in tempi non sospetti abbiamo avanzato alle diverse giunte regionali che si sono succedute. In assenza di un registro tumori aggiornato e di accurate indagini epidemiologiche è scorretto e tendenzioso descrivere la nostra città come la maglia nera d’Europa per malattie tumorali. Si tratta di una definizione terroristica e spropositata oltre che dannosa per l’immagine di Gubbio. La nostra Amministrazione continuerà a fare la propria parte, forte e consapevole del fatto che le cementerie sono presenti in città da decenni e ora per la prima volta vengono affrontati di petto questi argomenti, con prese di posizione anche legali e con studi e approfondimenti scientifici di altissimo livello. In materia di sostenibilità ambientale e di investimenti per l’ambiente questa amministrazione non è seconda a nessuna e ha attivato per la prima volta nella nostra città azioni efficaci su questo fronte, e ciò si può sostanziare con fatti, atti, conseguimento di risultati, di importanti finanziamenti, non ultimo quello del Pnrr per le ecoisole informatizzate che ci ha visto come unici beneficiari in Umbria), con i numeri della raccolta differenziata. Siamo stati i primi a introdurre i varchi della Ztl,a lavorare per la riduzione del consumo di suolo, favorendo le energie rinnovabili e green anche attraverso l’introduzione di due grandi pale eoliche sul nostro territorio. Ribadiamo la nostra disponibilità a continuare su questa strada, nella direzione di approfondimenti assolutamente trasparenti e di studi scientifici, a beneficio della tranquillità e della serenità dei cittadini tutti e augurandoci che questi siano permeabili e sereni nell’accettarne l’esito, senza paraocchi ideologici tali da rendere invisibile la realtà dei fatti per quella che è”.