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Matteo Passeri protagonista al raduno della Can di A e B a Cascia. È tra i big più considerati

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Matteo Passeri al raduno della Can A e B a Cascia

Ha aperto la sua sedicesima stagione ai massimi livelli il guardalinee eugubino Matteo Passeri che a 47 anni è tra gli elementi di punta del movimento arbitrale nazionale. Al raduno degli arbitri e assistenti di Serie A e B, che si è concluso ieri (sabato 12 agosto) a Cascia dopo una settimana tra test e lezioni, la sua presenza è tra le più considerate, ritenuto dai vertici dell’Aia (Associazione italiana arbitri) una delle espressioni più qualificate in campo e fuori.

Passeri si è presentato tiratissimo e ai test è risultato in perfetta linea con i parametri portandosi dietro il record di 237 partite da guardalinee in Serie A che è primato italiano nella storia nazionale raggiunto nella stagione scorsa.

Al raduno sono emerse novità nella linea dettata dal designatore Gianluca Rocchi. Tolleranza zero su razzismo e sceneggiate in campo e in panchina. Mai più cori e versi razzisti: “Al primo accenno ci fermeremo per un minuto, dal primo momento della prima partita per debellare un fenomeno intollerabile. Lo faremo prima dell’annuncio dall’altoparlante che purtroppo non viene ascoltato. Poi spetterà all’ufficiale di pubblica sicurezza decidere se sospendere la gara se andranno avanti. Nessuno deve permettersi di portare il razzismo su un campo, ho chiesto di essere severissimi”.

Altra severità sul rispetto: “Gli arbitri devono farsi rispettare, con le buone sempre e con le cattive quando serve. Sono stufo di vedere certe scene. A prescindere dall’equità di giudizio e dal buon senso, c’è un confine che non può essere valicato. Chi vi sfiora deve essere preoccupato”. Rivolto ai suoi nel giorno del congedo dal raduno ha sottolineato: “Ora si fa sul serio, siete un gruppo giovane e importante che deve tanto a quello dei vecchi che si è fatto da parte. I giovani verranno designati anche per le partite di cartello, c’è un percorso di due-tre anni che ha dato i frutti”.

Cambia qualcosa anche sui minuti di recupero: “La regola c’è, abbiamo cercato di chiarire che non può esserci più zero recupero nel primo e nel secondo tempo. Qualcosa in più, dunque, ci sarà rispetto agli 8,5 minuti di media a gara della passata stagione. Verranno calcolati anche i festeggiamenti dopo un gol che sono il bello del calcio ma devono essere circoscritti nei tempi”. Il tempo effettivo di gioco altro elemento d’interesse: “Dipende più dalle squadre, l’arbitro può incidere il 10-20 per cento. Prendiamo Massa: ha diretto Spezia-Fiorentina, che la stagione scorsa è stata la partita meno giocata del campionato con 45 minuti scarsi, e una settimana dopo ha arbitrato Juve-Lazio con 61 minuti giocati”. Sui rigori per fallo di mano: “Tutti sappiamo la regola, non più la volontarietà ma la punibilità. Resta l’interpretazione dell’arbitro e le discussioni rimarranno”.

Il presidente nazionale dell’Aia, Carlo Pacifici, ha lanciato la squadra degli arbitri: “Bisogna crescere, migliorarsi, possiamo farlo. I nostri arbitri saranno all’altezza”. Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ha evidenziato come “l’arbitro è giudice e merita rispetto”, fino a lanciare segnali sulla questione dell’agitazione in panchina (“Le società sono sensibilizzate sul tema e lavoriamo con Ulivieri anche sulle multe”) e sul fuorigioco col pollicione o mezza spalla (“C’è un regolamento, pur se a livello giovanile stiamo sperimentando il discorso della luce valutando eventualmente una tolleranza di centimetri da quantificare”). Il veterano Daniele Orsato, prima della standing ovation per il designatore tra lunghi applausi e abbracci, ha trovato la sintesi: “Se io sono il più vecchio e posso migliorare e voi potete migliorare, il merito è di Rocchi!”. Ha fatto effetto anche la visita del gruppo al monastero di Santa Rita e l’incontro con le monache di clausura, tra le quali suor Giacomina ex calciatrice e grande tifosa del Milan, come ha ricordato orgogliosamente il sindaco Mario De Carolis, esaltando un luogo abituato ai grandi ritiri delle squadre di calcio e preferito da Claudio Ranieri che qui ha vinto con il Cagliari portando anche Chelsea e Monaco nelle sue esperienze all’estero.