Home Attualità Convenzione Comune-As Gubbio, Gagliardi attacca: “Necessaria una revisione”

Convenzione Comune-As Gubbio, Gagliardi attacca: “Necessaria una revisione”

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Il consigliere comunale Francesco Gagliardi interviene con una nota in merito al rinnovo della convenzione tra il Comune e l’AS Gubbio, ratificata nei giorni scorsi alla vigilia del via della nuova stagione agonistica. “Avevo cercato di evitare il pasticcio in Commissione, ma il Consiglio Comunale di Gubbio, complice la Giunta, ha tirato dritto. Il Comune di Gubbio rimborserà alla società Gubbio Calcio l’imposta sulle affissioni pubblicitarie nella misura massima di €. 10.000 l’anno. Dunque, gli introiti della pubblicità venduta dentro lo stadio “Pietro Barbetti” andranno alla società calcistica, mentre le relative tasse verranno pagate dal Comune di Gubbio”.

DANNO ERARIALE. La vicenda irrompe prepotente all’indomani del debutto casalingo della formazione allenata da Sandreani, che peraltro nell’occasione ha fatto registrare il peggior dato degli abbonamenti relativamente ai campionati professionistici (418 tessere sottoscritte, oltre 100 in meno rispetto alla passata stagione). “Nella sostanza – osserva Gagliardi – si tratta di una vera e propria esenzione dall’imposta che fa sorgere seri dubbi sulla legittimità dell’atto e sulla probabile configurabilità del danno erariale. Nella seduta del 26 giugno scorso, alla quale ero assente per ragioni familiari di cui avrei volentieri fatto a meno, il Consiglio Comunale ha dato il via libera all’accordo che, tra le altre cose, prevede un contributo di €. 50.000 per l’impianto di videosorveglianza ed un ulteriore contributo di €. 17.000 all’anno, fino al 2025, per i lavori strutturali. Non intendo discutere se i soldi messi a disposizione siano troppi o siano pochi, anche se non posso non evidenziare come tutte le altre discipline sportive siano in affanno senza contribuzione pubblica, ma intendo invece stigmatizzare una modalità di azione che reputo inaccettabile: la raccolta pubblicitaria è un’attività commerciale privata, e pertanto le relative tasse non possono essere pagate con soldi pubblici. Chiederò la modifica della convenzione non ancora sottoscritta, sperando che predomini il buonsenso”.