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Don Rolando Biancarelli se n’è andato. Addio all’ultimo grande sacerdote cattolico della diocesi

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Don Rolando Biancarelli

di LUIGI GIRLANDA

Don Rolando Biancarelli è morto e con lui, anche se nessuno oserà riconoscerlo, se ne va l’ultimo grande sacerdote cattolico della diocesi di Gubbio. Egli infatti, pagando un prezzo personale altissimo, ha continuato fino all’ultimo giorno della sua vita a vivere il suo ministero sacerdotale come la vera Chiesa cattolica ha sempre insegnato. Il prete infatti non è quello che ormai la neochiesa ci ha abituato a vedere, una sorta cioè di animatore tutto fare della vita parrocchiale, un presidente di assemblea che nelle funzioni religiose si limita a guidare la celebrazione di tutta la comunità, un amico dei giovani che per essere da loro accolto si veste in bleu jeans e all’ultima moda, un bonaccione dalle buone parole per tutti e che con tutti va d’accordo.

No, don Rolando non si è mai piegato a vedere ridotta la sua altissima vocazione di ministro di Dio a tutto questo. Seguendo l’esempio dei grandi sacerdoti cattolici del passato, primo fra tutti il suo amatissimo padre Pio da Pietrelcina, mons. Biancarelli ha continuato a fare il prete come Dio comanda. Il sacerdote, infatti, come dice l’etimologia  del termine è colui che offre a Dio le cose sacre (da săcer ‘sacro’ e un derivato della radice indoeuropea *dhē- ‘fare’, quindi ‘chi fa i riti sacri’).

L’intera sua esistenza è stata consacrata a dare le cose sacre ai fedeli bisognosi e mendicanti dell’amore e del perdono di Dio. Don Rolando lo trovavi costantemente ad amministrare i sacramenti, primo fra tutti quello della confessione. Quando non confessava celebrava messa. Esattamente quello che deve fare ogni sacerdote cattolico degno di questo nome. Il dramma è che fino agli anni ‘70 tutto questo era non solo raccomandato dalla Chiesa, ma era lodato e valorizzato ogni sacerdote che spendeva la sua vita a portare i sacramenti di Cristo ai fedeli.

Ecco infatti che don Rolando ha ricevuto i più alti riconoscimenti proprio in quegli anni. Sotto l’episcopato di mons. Pagani fu addirittura vicario generale del vescovo. Un ruolo prestigioso per un uomo di profonda cultura (aspetto questo quasi mai sottolineato) e di profonda spiritualità come mons. Biancarelli. Poi però a don Rolando è toccata la sorte che oggi, nel silenzio totale di tutti, tocca a molti sacerdoti autenticamente cattolici. Continuare infatti a fare le cose che si sono sempre fatte nella Chiesa per duemila anni e per cui in passato, almeno fino a una quarantina di anni fa, si veniva lodati e promossi, oggi comporta di venire biasimati, ripresi, minacciati e, se non ci si arrende al nuovo corso della nuova chiesa con la sua nuova dottrina, di venire puniti ed esiliati.

Don Rolando non si era “ritirato a vita privata”, come si legge in alcuni comunicati, ma si era piuttosto visto costretto (come tanti preti di oggi che vogliono rimanere fedeli alla vera Chiesa di Cristo) a continuare a portare avanti il suo ministero sacerdotale in una proprietà privata che nessuno poteva togliergli. Da lì ha continuato a ricevere migliaia e migliaia di fedeli. Gente semplice e autenticamente cattolica, che faceva file di ore e ore pur di poter ricevere il perdono dei peccati. Fedeli che non si sono mai fatti problemi circa le voci che venivano fatte circolare sul buon sacerdote che andavano a visitare.

E anche don Rolando non se ne fece mai un cruccio, sapeva bene che oggi come sempre chi vuole rimanere cattolico non prende applausi e lodi del media system, ma viene perseguitato e calunniato, come è accaduto a Nostro Signore. Magari don Rolando, quando le voci maligne saranno arrivate anche alle sue orecchie, avrà ripensato spesso alle parole di Gesù nel vangelo di Matteo: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Ora don Rolando è davanti al tribunale di Dio e siamo certi, parola di Gesù, che la sua ricompensa sarà grande. Possa dal Cielo continuare a pregare per tutti i fedeli che, come padre spirituale, guidava su questa terra con amore e tenerezza infinita. E possa continuare a sostenere la buona battaglia per la vera Chiesa di Cristo, che oggi sembra irrimediabilmente smarrita e perduta.